mercoledì 25 ottobre 2017

"L'essere un Guaritore", 1a Parte



Giorno 15 di Isna:


“Siamo cresciuti nella certezza che il nostro compito sia combattere, individuare ed eliminare il nemico. Alcuni ci definiscono guardiani, altri, con disprezzo e paura, ci vedono solo e semplicemente come una minaccia. Il nostro potere è al servizio di quest’unico scopo, al servizio del sovrano, figlio prediletto del Dio Sole.

Nonostante ciò… io sento che il nostro potere può essere impiegato in altri modi… anzi, io lo so! Possibile che nessun altro sia mai riuscito a capirlo? Perché non immaginare altri ruoli oltre a quello di semplici soldati? Paura? Ottusità? O forse un mal celato orgoglio, subdolo metodo per difenderci dal disprezzo altrui?

Siamo maghi, nati per volere della Luce e della Terra. Il nostro potere, l’energia primordiale che ci è stata concessa ci rende reietti, mostri con sembianze umane; per alcuni la nostra esistenza è tollerata a causa della nostra utilità. Ritengo, però, che la colpa più grande in questo enorme e diffuso pregiudizio sia stata e sia tuttora la nostra incapacità di cercare, di esplorare vie per avvicinare il popolo, per dimostrarci degni di rispetto e affetto.

Perché allora non usare la magia per guarire, per aiutare i nostri soldati feriti, o il popolo ammalato? Invece che distruggere, potremmo curare, assistere quanti ne hanno bisogno. Le mie prove, tenute segrete ai più, mi hanno portato a pensare che siamo stati sciocchi, ciechi davanti alle potenzialità di cui ci siamo privati.”


Giorno 24 di Isna:


“Non riesco ancora ad avere risultati soddisfacenti. Credevo di essere sulla strada giusta ma non è così. Il povero cane è morto qualche giro di clessidra fa… Forse è solo una mia patetica follia. E anche un grosso rischio. Se si venisse a sapere cosa faccio qui, nelle mie stanze improvvisate ormai in un laboratorio, verrei condannato a morte così rapidamente da poter sentire già la corda stringersi intorno al mio collo… Non ha così tanto senso quanto sto facendo e altrettanto inutili sono queste pergamene su cui scrivo appunti, in cerca di organizzare i miei pensieri.

È tutto così nebuloso…”


Giorno 2 di Ishirna-salaes:


“Che il Dio Sole sia ringraziato. È stata indubbiamente la Sua guida a non farmi abbandonare la speranza.

Follemente avevo pensato di poter trasferire la magia dentro un corpo senza reazioni, ma vi possono essere altri modi. L’essenziale non è curare la ferita, ma indurre il corpo a curarsi. È ovvio che in qualche modo i corpi degli esseri viventi tendono a rigenerarsi e coloro che possiedono la magia lo fanno a velocità molto più rapida e con molto più successo. Dunque, invece che scaricare la magia dentro il corpo, tentando di padroneggiarla e di usarla per guarire le lesioni, è necessario usare l’Energia per stimolare i nostri apparati rigenerativi. Non ho modo di comprendere dove si possano trovare o come effettivamente funzionino, però, al livello pratico non è strettamente necessario saperlo.

Quest’oggi proverò con un gatto randagio, ma ho comunque già trovato un gudural[1] nel caso la mia prova con il felino fallisse.

Suppongo che sia giusto anche menzionare Master Herdreg che, a causa della sua convalescenza in Accademia dopo un pericoloso incidente, mi ha dato un indizio importante.”

[...]



Quando ho cominciato a scrivere questo racconto, la mia intenzione era quella di mostrare come l'impiego della magia si fosse evoluto e specializzato con il tempo e che l'uso più comune era anche quello più tragico. L'Impero ha sempre visto la Federazione come uno strumento, un'arma letale e, in un certo senso, anche a doppio taglio eventualmente. Alla fine, però, come si vedrà nella seconda parte, ho deciso di inserire anche un piccolo indizio, un frammento di verità che nella trilogia verrà approfondito.
Per qualunque dubbio, domanda o confronto potete lasciare un commento sulla Pagina Facebook Gli Annali della Caduta oppure direttamente qui sul blog.
A presto e stay tuned 😁.






[1] Sono roditori dalla grandezza pari a quella di un infante. Hanno caratteristiche simili anche alle talpe. Alcune specie sono completamente cieche e vivono nel sottosuolo, mentre altre hanno mantenuto un contatto con la superficie e causa degli impianti fognari delle grandi città imperiali finiscono per infestarle. Hanno un pelo folto, almeno quelle in superficie e zampe dagli artigli pericolosi.