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lunedì 19 marzo 2018

L'ECONOMIA: ISOLA DEGLI ACCORDI


Come già detto in precedenza, il governatorato degli Ur che sono giunti a visitare i "confini" del continente di Ethusa è solo una piccolissima frazione di un impero oltreoceano. Avendo già problemi e conflitti già per conto loro, il piano degli Ur, fin dal principio, è sempre stato quello di tenere una condotta neutrale, con l'obbiettivo di ottenere trattati commerciali e stabili rapporti con i regni che avrebbero incontrato. Tale comportamento non è mai cambiato e con i trattati che, svoltisi proprio sull'isola, conclusero la lunga guerra che aveva coinvolto Nhug, Zhelt e l'Impero, l'interesse per intavolare trattative crebbe enormemente. Proprio con l'Impero gli Ur hanno tentato, e sono riusciti alla fine, ad intessere un fitto scambio di merci: dai tessuti, che gli Ur esportano con grande facilità e interesse, ai metalli, di cui, però, gli imperiali, soprattutto se si parla di ferro, bronzo e rame, hanno maggior quantità e quindi riescono a esportarlo più agevolmente.
Nell'ultimo secolo l'aristocrazia imperiale ha iniziato a subire un vero e proprio fascino per determinati prodotti degli Ur, tanto da richiedere e infine ottenere l'apertura di "quartieri" in alcune città imperiali, agevolazione e privilegio che l'Impero concede molto raramente.
Un'ultima curiosità, piuttosto rilevante, è che i due imperi hanno stipulato un trattato che vincolasse gli scambi all'uso delle monete d'argento, specificando anche un determinato peso, così da diminuire i possibili problemi di cambio che l'Impero avrebbe potuto avere se si fossero usate monete auree.
Ora che una guerra sta per coinvolgere l'Impero, però, i rapporti rimarranno immutati...?

Sulla possibilità che gli Ur abbiano mire espansionistiche, meglio chiarire subito che sarà piuttosto improbabile. Nel continente d'oltreoceano il loro impero è in una situazione instabile e ha già sufficienti nemici. Su un loro eventuale intervento futuro, invece, nulla è certo, specialmente se si considera il misterioso rapporto che lega gli Ur agli abitanti dell'Isola dei Maligni.
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lunedì 26 febbraio 2018

L'ECONOMIA: LE TRIBÙ NOMADI DEL DESERTO

[TRIBÙ NOMADI DEL DESERTO]

Vivere nel deserto più vasto del Continente di Ethusa di certo non rende la vita semplice o piacevole. In un mondo in cui solo ristretti spazi, paradisi verdeggianti in un mare di sabbia, sono tutto ciò che separa la vita da una morte lenta e dolorosa, il concetto di economia e anche di società può perdere un po' di valore.
Sta di fatto, però, che i Nomadi, sfruttando le oasi e i pochi che vi abitavano, abbiano creato una propria organizzazione sociale, dividendosi in tribù, formando ceti sociali, specializzandosi in mestieri che sarebbero stati impensabili in un luogo simile. Basti pensare ai coltivatori, divenuti nel tempo veri e propri agricoltori con piccoli appezzamenti nelle oasi più grandi; oppure ai fabbri, che lavoravano le armi e le armature che era possibile trovare perdute nel deserto o che lavoravano i metalli proveniente da alcune grandi miniere nei Monti Wismar; oppure ai mercanti, che potevano vedere le proprie carovane venir depredate in qualunque momento o che potevano non trovare alcun acquirente per anni.
Al di là delle impervie difficoltà, i Nomadi sono riusciti a costruirsi una propria identità, facendola spesso coincidere con una velata e arbitraria volontà del dio Sadarac, e a raggiungere livelli di progresso e civiltà a stento credibili. Fiorenti villaggi, sperduti fari nel nulla, nacquero nelle oasi, potenti tribù cominciarono a farsi guerra tra loro in molti casi e in altri contro i popoli vicini.
Per comprendere, tuttavia, fino in fondo i Nomadi è importante considerare un fattore: la condivisione. Com'è noto, infatti, le Diciassette Tribù Nomadi, per garantire un certo "riposo" alle Ventitré Oasi, così da non esaurirne le risorse, compiono mensilmente una rotazione, una migrazione secondo un percorso prestabilito da secoli; tutto quello che non è trasportabile viene lasciato indietro e ci si dirige nell'oasi successiva con la sicurezza di trovare terreni già coltivati o pronti per la semina. Fin dai tempi antichi, infatti, per quanto possa aggravarsi le faide e le guerre tra le varie tribù, i Nomadi si sono sempre sentiti vincolati dal giuramento che gli impediva di provocare alcun danno alle oasi; non solo, ma, secondo i dettami della Tribù Sacra e dei suoi sacerdoti, chiunque ne avesse profanato l'armonia, avrebbe ricevuto il castigo di Sadarac e avrebbe costretto qualunque fedele a perseguire un'azione punitiva contro chiunque si fosse macchiato di tale crimine
I Nomadi, quindi, hanno vissuto e continuano a vivere come un qualsiasi altro popolo, seguendo, però, norme e precetti che solo loro possono appieno comprendere o mettere in atto. La loro economia è sempre subordinata alla loro sussistenza e sopravvivenza; non solo, ma i prodotti che vengono coltivati, fabbricati o commerciati variano a seconda delle oasi di riferimento, considerando più ci si dirige a ovest più vi ci possono trovare grosse differenze. In ogni caso, al di là di dove uno si trovi, la pratica della schiavitù e il suo traffico è quanto di più redditizio vi possa essere nel deserto.
È ovvio, certo e naturale che qualunque ricchezza personale è osteggiata e, in certi frangenti, combattuta; la collettività è ciò su cui, per secoli, si è basata la sopravvivenza dei Nomadi.


Al momento non ho trovato pertinente mostrare una mappa del deserto, tenendo conto del fatto che nessun evento della Trilogia si terrà in queste terre. Ci sarà tempo, però, in futuro di scoprire la vastità di queste lande.
Ovviamente, alcune disposizioni possono sembrare forzate o persino pericolose, come per esempio l'idea della rotazione che può far pensare che per un certo periodo culture, abitazioni e quant'altro  vengano abbandonati; in realtà, nel caso specifico la tribù che deve migrare attende l'arrivo della tribù che dovrebbe arrivare, mentre nelle oasi che non vedranno nell'immediato il loro arrivo il tutto viene lasciato nelle cure degli antichi abitanti delle oasi, con cui i Nomadi hanno stretto un patto ai tempi del loro esodo, e in generale vi sono precise regole da rispettare che, superando qualunque ambizione, congiura, concetto di supremazia, vengono rispettate per il semplice fatto che per secoli hanno permesso a molti di sopravvivere.
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lunedì 12 febbraio 2018

L'ECONOMIA: ZHELT

[L'ISOLA DI ZHELT]

Ancor prima di scendere dei dettagli, è fondamentale ricordare che la società zheltiana è profondamente legata al proprio culto di Zaia Padre e dei suoi Quattro Figli; persino località e città hanno denominazioni che, in modi alcune volte anche buffi, si legano agli dei. È ovvio, dunque, che questa invadenza religiosa colpisce qualunque ambito.
Fatta questa inevitabile premessa, per parlare di economia e società non c'è altro modo se non citare la Capitale, Seleph: il centro amministrativo e religioso di Zhelt è il luogo dove si concentra non solo il potere ma anche la ricchezza dell'isola. Per quanto vi possano essere altre regioni, e nel caso bisognerebbe fare una distinzione a seconda del periodo di cui si sta parlando, prospere e ricche, Seleph ha sempre accentrato e risucchiato qualsiasi sovrabbondanza. L'aristocrazia e parte della casta sacerdotale ha continuamente prosciugato le altre zone dell'isola, causando, in alcuni casi, carestie e miseria.
Zhelt, però, vive attualmente un periodo di stagnazione, in cui i commerci con l'Impero si sono fatti sempre più indispensabili e vantaggiosi, ma i cui profitti finiscono semplicemente per essere dilapidati o sfruttati dalla nobiltà. A soffrire di questa situazione è tutta la costa occidentale, escludendo Nikie, in cui ricche famiglie mercantili impediscono alla città di piombare nel caos.
Fortunatamente, forse, negli ultimi decenni, la costa nord-orientale sta intrecciando accordi commerciali sempre più proficui con gli Ur, i misteriosi abitanti dell'Isola degli Accordi e del continente oltreoceano, e con i Nhug; legami del genere, tuttavia, vengono ostracizzati dalle autorità imperiale.
Le terre interne e la costa meridionale sono le zone più povere, sebbene le pianure di Saotaorn abbiano momenti più o meno floridi che leniscono la penuria di cibo che il popolo spesso soffre.
Zhelt ha una propria moneta, ma il suo uso e la sua diffusione sono limitati e, inoltre, è spesso una valuta "sottomessa" a quella imperiale.
Infine, per dare un quadro più completo è indispensabile ricordare che il tessuto sociale degli zheltiani è tenuto insieme dal Culto di Zaia; se non fosse stato per la "fede" che gli isolani hanno sempre posseduto, la storia di Zhelt sarebbe stata presumibilmente ben diversa. Moti di ribellione vi sono stati, ma sono tutti decadutii autonomamente oppure soppressi dal governo centrale o, nei casi in cui fossero coinvolte sette o culti scissionisti, dalla stessa popolazione. Questa ostinata e testarda subordinazione ha, tuttavia, subito un grosso colpo ottant'anni prima della Storia principale: il ricordo della "Ribellione delle Mille Lance" è stato bandito come eretico dai Quattro Ministri, ma è indubbio che tale rivolta abbia scosso più di qualche semplice animo più ardimentoso degli altri.

Sarà più semplice approfondire le tradizioni e la cultura di Zhelt quando scriverò il post sul Culto di Zaia, tuttavia la situazione economica e sociale dell'isola avrà risvolti nel futuro dell'Impero e del continente.
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lunedì 29 gennaio 2018

L'ECONOMIA IMPERIALE: I TERRITORI DELL'IMPERATORE

[L'IMPERO]

Fin dall'assestamento definitivo dell'Impero, questi territori centrali furono pensati per essere una proprietà esclusiva dell'Imperatore e della sua corte. L'intento era di mantenere una dovuta indipendenza di Sua Maestà, così da non far indebitare, in futuro, la corona con le Dodici Famiglie, che finirono per accaparrarsi terre, rendite e ricchezze non indifferenti, tanto da renderle tuttora estremamente ricche. Proprio per questa singolare situazione, le pianure centrali furono rinominate come le "Pianure dei Dragarsc", ovvero la nobile dinastia dei regnanti di Baverie e dell'Impero.
La popolazione che abita questi luoghi vive in una sorta di mezzadria, sottoposta a un contratto direttamente con la corte imperiale. È considerato, e non a torto, come una delle regioni più immutabili nell'Impero: gli scambi commerciali si concentrano nelle zone vicino alle quattro grandi città, il resto vive semplicemente continuando a rispettare questo contratto di mezzadria.
Proprio Ucrim, Tern, Militem e Shold rappresentano quattro realtà semi-indipendenti, che attraverso i loro governatori hanno finito per creare una propria autonomia, così da liberarsi del gravoso accentramento della corte di Lucem.
La Capitale, il cuore pulsante dell'Impero, controlla come un'ombra soverchiante tutto ciò che la circonda, a tal punto che, per avvicinarsi a Lucem è necessario avere permessi speciali e superare numerosi controlli degli avamposti e delle ronde della Guardia Imperiale. Questa terra è considerata come la più sorvegliata di Ethusa e, da 600 anni, non ha più conosciuto piede straniero.
Fin dalla prima diffusione della moneta imperiale, nei territori centrali il baratto è stato bandito per legge.
Infine, una curiosità: si narra, spesso, che la Torre di Luce sia visibile dai quattro angoli di questa regione, ma è solo una mistificazione; la reggia dell'Imperatore e della sua corte, infatti, è da secoli protetta da un velo di invisibilità che viene costantemente rigenerato dai Master della Federazione. Solo chi raggiunge le porte della Capitale può cominciare a intravederla.

E con quest'ultima "rassegna", chiamiamola così, si chiude il capitolo sulle singole "province" imperiali. Ci sarebbe molto altro da aggiungere, e alcuni temi verranno approfonditi da altri post e dalla Storia principale, tuttavia il prossimo argomento sarà sull'economia e sulla società zheltiana.
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lunedì 22 gennaio 2018

L'ECONOMIA IMPERIALE: LA SATRAPIA DEL SUD

[L'IMPERO]

Ufficialmente viene considerata come la "provincia" imperiale più ricca, tuttavia questo primato è da tempo stato sostituito dal lassismo, dalla lussuria e dall'avidità, che hanno cambiato notevolmente il volto della Satrapia.
Essendo la regione da dove "tutto ebbe inizio" è anche quella che nel breve, ma soprattutto nel lungo periodo ne ha beneficiato di più. Mercanti e commercianti, anche grazie alla vicinanza di Zhelt e Nhug, hanno trovato terreno fertile, costruendo una casta che è riuscita, infine, a rivaleggiare con l'aristocrazia.
Proprio a causa di ciò, nella Satrapia la situazione è variegata: le zone costiere sono in mano a mercanti e nobili che hanno finito per capire di quale ricchezza si privavano per orgoglio e, mentre la Pianura di Vedrec è appannaggio esclusivo del latifondo, il resto della provincia ha una forte alternanza tra ques'ultimo e piccoli e medi appezzamenti. La Pianura di Undar è diventata, invece, un nodo commerciale di notevole importanza, in cui, passando per le varie, piccole città che la popolano, è possibile trovare merci da ogni dove.
La zona orientale è finita per focalizzarsi su due centri abitati: Menpher, il più grande porto imperiale, e Tesla, Shoiu e quindi centro amministrativo della Satrapia.
Data la sua grande ricchezza, la Satrapia del Sud ha sostenuto pesanti migrazioni interne che, oltre a portarla a essere la "provincia" più popolata dell'Impero, l'hanno resa anche quella con la più alta fascia di poveri, generando nei pressi di molte città veri e propri sobborghi e quartieri improvvisati di disperati che hanno finito per causare non pochi problemi. Ed è proprio per questo problema che, più volte, il disordine pubblico ha provocato vere e proprie rivolte, quasi tutte finite con repressioni sanguinose e raccapriccianti. Ironico che, nelle decadi successive alla nascita dell'Impero, la Satrapia incorse nel problema opposto: data la repentina espansione dei territori bavarieni, l'aristocrazia e la popolazione emigrò a macchia d'olio, in cerca di benessere e ricchezze in altre terre, forti di essere i sudditi del "Conquistatore".
La moneta imperiale qui si è imposta da molto tempo, soppiantando completamente il baratto o qualunque altra forma di scambio.
Dai popoli stranieri racconti e leggende vengono raccontate su questa terra, mai raggiunta, fin dalla nascita dell'Impero, da un esercito invasore.


Come viene detto, la situazione attuale è lievevemente più decadente, soprattutto perché gli introiti commerciali dell'Impero si stanno spostando nella Satrapia dell'Est, dove il commercio con i Nhug si sta facendo sempre più florido e redditizio. Naturalmente, seppur ci sia questa condizione, rimane effettivamente la "provincia" più prospera dell'Impero.
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lunedì 15 gennaio 2018

L'ECONOMIA IMPERIALE: LA SATRAPIA DEL DESERTO

[L'IMPERO]

In conseguenza del particolare clima che suddetta Satrapia ha, la sua situazione è molto particolare: difatti, la zona occidentale, che è quella che risulta essere più esposta ai venti caldi e alle tempeste di sabbia provenienti dal Sadarac, è anche quella che è più ricca a livello di risorse idriche. Per quanto l'immenso deserto alle porte della Satrapia abbia finito per rendere quasi del tutto arida la regione tra il Porto di Trofer e l'accampamento di Sadarac II, il Fiume della Salvezza, così soprannominato fin dai tempi del Regno di Otsu, non ha mai subito forti conseguenze e rappresenta una ricchezza non indifferente, dato che è uno dei pochi fiumi nell'Impero a essere navigabile anche da imbarcazioni di media stazza.
Considerata tale condizione, tutta la zona adiacente al fiume è economicamente ricca e, oltre ad aver permesso a molti agricoltori e contadini indipendenti di sopravvivere, ha generato una forte classe di mercanti e commercianti che ha finito per sfidare apertamente la presunta supremazia della nobiltà imperiale. Il latifondo di natura aristocratica, d'altra parte, è incontestabile in tutte le regioni orientali, almeno fino alla Shoiu, Mulsique, che finisce per creare una, seppur teorica, linea di demarcazione.
Infine, è importante tenere a mente che la Satrapia del Deserto è l'unica che contempla famiglie nobiliari non soppiantate o eliminate dall'aristocrazia bavariena, e dunque imperiale; dalla conquista del Regno di Otsu, le Quattro Famiglie Protettrici sono sopravvissute, si sono integrate e hanno creato una propria area di influenza e di indipendenza. Inoltre, da gran parte della popolazione locale sono amate e rispettate.
Nell'ultimo secolo, tuttavia, un'infida decadenza ha colpito l'unico lignaggio così antico da rivaleggiare con quello delle Dodici Famiglie...



Sul nome della Satrapia si potrebbero raccontare alcuni particolari, ma, come per la traduzione "Satrapia", simili dettagli saranno rivelati in altre... "occasioni".
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lunedì 11 dicembre 2017

L'ECONOMIA IMPERIALE: LA SATRAPIA DELL'OVEST

[L'IMPERO]

La Satrapia dell'Ovest è la più piccola delle cinque "province" imperiali. A causa dell'incombente Deserto del Sadarac a ovest e della Foresta del Grande Fiume a sud, la più grande area boscosa nell'Impero, il terreno coltivabile è molto ridotto.
A parte alcune zone specifiche, è la Satrapia più povera e proprio in virtù di questa situazione, il latifondo è la tipologia di "proprietà terriera" prevalente. La maggior parte dei piccoli agricoltori si è dapprima spostata sempre più verso ovest, in seguito, alcuni sono riusciti a stabilirsi nei dintorni di Cadda, altri hanno cercato terre da coltivare oltre il Fiume della Salvezza, con miseri esiti, e altri ancora hanno finito per ingolfare le fila di servi e agricoltori alle dipendenze dell'aristocrazia. La situazione precaria e imperitura ha provocato la creazione di un fronte di ribellione che, con alti e bassi, non si è mai estinto, finendo per costringere le autorità imperiali a edificare accampamenti e avamposti in punti strategici, così da reprimere con ferocia e rapidità eventuali insurrezioni. La gestione amministrativa ed economica ha provato in vari modi ad attenuare le difficoltà delle classi più deboli e povere, ma senza successo. Lungo i secoli, la Piana di Bersdur è stata testimone più e più volte di rivolte, eserciti in movimento e infine repressioni nel sangue; l'ultima, la più nota, fu quella dei Sento, che, usando il malcontento generale per i propri fini, scatenarono una massiccia ribellione, che finì solamente per moltiplicare i morti.
Data la situazione che ha sempre vissuto, nella Satrapia dell'Ovest il commercio è sviluppato principalmente lungo il Fiume della Salvezza e lungo l'asse che, passando per Cirn ed Erber, si dirige verso la Capitale e gli altri territori imperiali; anche la diffusione e l'uso della moneta è legato alla regione e al territorio, tanto che nelle zone a nord-est della Satrapia il baratto è l'unica concreta forma di scambio.


Con lo scatenarsi della guerra e i Nomadi in procinto di invaderla, la Satrapia dell'Ovest è sicuramente un punto debole per la sicurezza e la stabilità dell'Impero. Quali conseguenze porterà lo scoppio delle ostilità, tuttavia, non è così certo...
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lunedì 27 novembre 2017

L'ECONOMIA IMPERIALE: LA SATRAPIA DELL'EST


Fin dagli albori dell'Impero, la Satrapia dell'Est ha sempre avuto una connotazione specifica, tramandata e consolidata per secoli da un compatto tessuto sociale. Per questo motivo, quando gli imperiali consolidarono il loro potere in queste terre, la nobiltà trovò una notevole difficoltà a penetrare e a conquistarsi grandi latifondi.
Tutto ciò portò a una spaccatura nella gestione del territorio: la parte più interna, soprattutto vicino ai corsi dei due fiumi principali, è in mano a piccoli e medi agricoltori, tenacemente legati alla loro terra, che riescono a tenere grazie a un proficuo e prosperoso commercio fluviale; la parte costiera, da Elm Sum in poi, è, invece, predominio degli aristocratici latifondisti, in continua lotta con due temute corporazioni commerciali.
A differenza della Satrapia del Nord, in quella dell'Est la popolazione cittadina è maggiore, tanto che Elm Sum, Tiss e Zirco riescono quasi a rivaleggiare con le "Quattro Ancelle". Inoltre, è la "provincia" che negli ultimi decenni sta acquisendo sempre maggior potere commerciale, spostando il baricentro dall'asse Impero-Zhelt a quello Impero-Nhug.
Data la sua nascente e progressiva ricchezza, la moneta imperiale ha rimpiazzato il baratto quasi ovunque e, dopo la Satrapia del Sud, quella dell'Est è la seconda "provincia" imperiale dove la circolazione della moneta è più diffusa.
Infine, per concludere, è giusto chiarire che per quanto gli imperiali abbiano trovato un tessuto sociale forte e consolidato, la popolazione ha difficilmente tentato o vissuto moti di ribellione e questo perché la dominazione imperiale ha finito per portare una stabilità a lungo desiderata.


La Satrapia dell'Est ha avuto una storia travagliata e nella trilogia determinate cicatrici provocheranno non pochi problemi.
La prossima settimana l'approfondimento non vi sarà, tuttavia la prossima ancora toccherà alla Satrapia dell'Ovest.
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lunedì 20 novembre 2017

L'ECONOMIA IMPERIALE: LA SATRAPIA DEL NORD

[L'IMPERO]

La Satrapia del Nord è la seconda per estensione tra le cinque satrapie. È un territorio relativamente pianeggiante e rurale, tanto che la maggior parte della popolazione vive dei frutti delle coltivazioni e dell'agricoltura; proprio per questo i sudditi imperiali sono distribuiti in moltissimi borghi e piccoli villaggi. Battler, infatti, risulta essere la Shoiu con il minor numero di abitanti.
Il numero così alto di piccoli "proprietari terrieri" è dovuto principalmente alla relativa prosperità della Satrapia che, nel corso dei secoli, ha subito ben poche carestie o pestilenze, permettendo a molti contadini di pagare i tributi per tenersi il proprio terreno e allo stesso tempo di vivere dignitosamente.
Tutto ciò, tuttavia, non ha di certo impedito alla nobiltà di appropiarsi di grandi latifondi, soprattutto nella Pianura dell' "Ultimo Estremo"; in molti casi, gli aristocratici hanno semplicemente acquistato i terreni e poi li hanno riaffidati ai precedenti "proprietari", imponendogli una tassa di rendita per continuare a usufruire dei benefici della terra. Molti nobili, inoltre, hanno finito per sottoporre molti contadini sotto la loro egida, proponendogli un aiuto finanziario per il pagamento dei tributi, in cambio di una parte del loro raccolto.
L'allevamento è considerato da molti come una pratica complementare all'agricoltura, ma nelle zone limitrofe ai Monti Freddi e ai Monti dell'Est è trattato come fonte primaria di sopravvivenza.
Il commercio è sviluppato solo a livello locale, anche se la regione più a est, in particolare la zona circostante a Battler, e la regione più a sud di Mirgran hanno conosciuto una crescita considerevole in termini di ricchezza e hanno finito così per potenziare i collegamenti con le Satrapie confinanti.
Infine, qui sotto, una cartina più dettagliata della Satrapia:


La situazione della Satrapia del Nord, in realtà, è parzialmente cambiata da quando alcune sue regioni sono state colpite dalla Faita Rossa, ma comunque questa breve visione d'insieme è abbastanza vicina alla situazione reale.
La prossima settimana, nella speranza che non abbia contrattempi, toccherà alla Satrapia dell'Est, la cui condizione è ben differente.
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lunedì 6 novembre 2017

L'ECONOMIA IMPERIALE

La società dell’Impero, così come la sua ricchezza e la sua economia, si basa sull’agricoltura. Grande parte della popolazione dell’Impero abita, infatti, nelle campagne, tuttavia ci sono delle differenze a seconda della Satrapia. [...] Dopo diversi secoli dalla sua nascita, l’Impero è riuscito a raggiungere anche un certo grado di sviluppo nei commerci marittimi e terrestri. [Da "L'Impero di Luce", Appendice]

Fin dai suoi albori, l'Impero ha sempre mantenuto un forte attaccamento alla terra e ai suoi frutti. L'agricoltura e l'allevamento, per quanto molto diversificati da Satrapia a Satrapia e da regione a regione, nell'Impero, furono sempre la base di sostentamento per la grigia masse informe del popolo e una fonte di guadagno per l'aristocrazia. L'aumentare della popolazione cittadina, mai fermatasi, nemmeno in tempi di crisi, non ha mai cambiato questo semplice stato di cose e le campagne sono sempre rimaste abitate da moltitudini di contadini, da latifondisti e dai loro servi. Naturalmente, nella società imperiale, il concetto stesso di proprietà privata è inesistente; tutti i possedimenti, da quelli nobiliari a quelli di povere famiglie di basso ceto, sono ceduti dall'Imperatore, unico reale possessore di tutte le terre imperiali.
Lo sviluppo del commercio, pratica che nel Regno di Bavarie era ampiamente disprezzata, avvenne con il tempo e comportò la nascita di una consistente e ricca classe di commercianti e mercanti solo in alcune Satrapie.
Grossa differenza, inoltre, permane tra commercio terrestre e marittimo: il primo, ormai, è consolidato, in forme diverse, in tutto l'Impero, e ha creato una vitalità e uno scambio proficuo non solo tra la popolazione imperiale ma anche con paesi stranieri; il secondo è cresciuto solo in determinate regioni, dato che è molto più rischioso e molto più costoso, ed è stato a lungo limitato dalla scarsa propensione dei vertici imperiali a potenziare la flotta e a migliorare le tecnologie in campo navale.
Il sorgere di potenti e ricchissime famiglie di mercanti, per di più, portò a un conflitto non marginale tra queste e l'aristocrazia imperiale, provocando tragedie e non pochi morti. Per quanto la nobiltà abbia cercato di trincerarsi dietro il loro prestigio, la ricchezza di queste famiglie ha portato grossi sconvolgimenti nel nobile panorama imperiale.


Ovviamente ci sarebbe molto altro da approfondire, quindi, proprio per questo, riguardo singoli aspetti dei popoli e dei regni di Ethusa, vi saranno dei post appositi. Con l'introduzione dell'economia imperiale vi sarà nei prossimi post un'approfondimento sulle caratteristiche di ogni singola Satrapia.
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