lunedì 12 febbraio 2018

L'ECONOMIA: ZHELT

[L'ISOLA DI ZHELT]

Ancor prima di scendere dei dettagli, è fondamentale ricordare che la società zheltiana è profondamente legata al proprio culto di Zaia Padre e dei suoi Quattro Figli; persino località e città hanno denominazioni che, in modi alcune volte anche buffi, si legano agli dei. È ovvio, dunque, che questa invadenza religiosa colpisce qualunque ambito.
Fatta questa inevitabile premessa, per parlare di economia e società non c'è altro modo se non citare la Capitale, Seleph: il centro amministrativo e religioso di Zhelt è il luogo dove si concentra non solo il potere ma anche la ricchezza dell'isola. Per quanto vi possano essere altre regioni, e nel caso bisognerebbe fare una distinzione a seconda del periodo di cui si sta parlando, prospere e ricche, Seleph ha sempre accentrato e risucchiato qualsiasi sovrabbondanza. L'aristocrazia e parte della casta sacerdotale ha continuamente prosciugato le altre zone dell'isola, causando, in alcuni casi, carestie e miseria.
Zhelt, però, vive attualmente un periodo di stagnazione, in cui i commerci con l'Impero si sono fatti sempre più indispensabili e vantaggiosi, ma i cui profitti finiscono semplicemente per essere dilapidati o sfruttati dalla nobiltà. A soffrire di questa situazione è tutta la costa occidentale, escludendo Nikie, in cui ricche famiglie mercantili impediscono alla città di piombare nel caos.
Fortunatamente, forse, negli ultimi decenni, la costa nord-orientale sta intrecciando accordi commerciali sempre più proficui con gli Ur, i misteriosi abitanti dell'Isola degli Accordi e del continente oltreoceano, e con i Nhug; legami del genere, tuttavia, vengono ostracizzati dalle autorità imperiale.
Le terre interne e la costa meridionale sono le zone più povere, sebbene le pianure di Saotaorn abbiano momenti più o meno floridi che leniscono la penuria di cibo che il popolo spesso soffre.
Zhelt ha una propria moneta, ma il suo uso e la sua diffusione sono limitati e, inoltre, è spesso una valuta "sottomessa" a quella imperiale.
Infine, per dare un quadro più completo è indispensabile ricordare che il tessuto sociale degli zheltiani è tenuto insieme dal Culto di Zaia; se non fosse stato per la "fede" che gli isolani hanno sempre posseduto, la storia di Zhelt sarebbe stata presumibilmente ben diversa. Moti di ribellione vi sono stati, ma sono tutti decadutii autonomamente oppure soppressi dal governo centrale o, nei casi in cui fossero coinvolte sette o culti scissionisti, dalla stessa popolazione. Questa ostinata e testarda subordinazione ha, tuttavia, subito un grosso colpo ottant'anni prima della Storia principale: il ricordo della "Ribellione delle Mille Lance" è stato bandito come eretico dai Quattro Ministri, ma è indubbio che tale rivolta abbia scosso più di qualche semplice animo più ardimentoso degli altri.

Sarà più semplice approfondire le tradizioni e la cultura di Zhelt quando scriverò il post sul Culto di Zaia, tuttavia la situazione economica e sociale dell'isola avrà risvolti nel futuro dell'Impero e del continente.
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A presto e stay tuned 😁.